Commento di Giuseppe Varchetta a Percorso Magico



Noi tutti, giovani e anziani, abbiamo imparato “sulle spalle dei maestri”. I maestri, sia quelli famosi, noti al grande pubblico, sia quelli più umili, familistici, vicini a pochi, che entrano con fatica nelle bibliografie e nelle note a piè di pagina, hanno guidato spesso, senza da parte nostra una piena consapevolezza, la nostra vita, orientato le nostre scelte, alimentato le nostre gioie, temperato i nostri dolori. Ci hanno tenuti – come ha scritto il poeta – “per mano”, lungo i sentieri che la vita ci ha donato di percorrere. L’autore di queste 120 pagine è un maestro, un “vecchio maestro”, psicologo e psicoterapeuta, che ha trascorso la sua ormai lunga esistenza svolgendo ricerche psico-sociali, insegnando agli adulti che operano nelle organizzazioni, immaginando, organizzando e dirigendo una scuola di psicologia del lavoro, insegnando come professore a contratto in alcune università. Continua “dolcemente” a lavorare, continuando, come sempre, a testimoniare una propria etica dell’esistenza umana orientata a conciliare le ragioni del lavoro con quelle dell’amore, perfetto discepolo di questo di Sigmund Freud che indica nel Liebe e nell’Arbeit i due verbi fondamentali dell’esistenza e della corrispondenza delle leggi emotive fondamentali che tali due universi sottendono.

Il maestro Cascioli ci prende per mano e attraverso un percorso orientato a una miglior conoscenza di se stessi ci prospetta l’obiettivo della ricerca di una qualità della vita più soddisfacente. Non solo limitatamente, come si può pensare, della vita di lavoro, ma della vita tutta o, per meglio dire, dell’esistenza, quella che “estraiamo” giorno per giorno dalle circostanze che ci vengono incontro. Infatti se è vero che la vita ci è stata donata da due genitori, è altrettanto vero che l’esistenza, la nostra seconda storia, è opera nostra, e dei suoi esiti ne siamo pienamente responsabili.

Scrittore piano, diretto e insieme empatico, Cascioli a sua volta si riferisce a Erich Fromm, al grande maestro delle “4 nobili verità”, altrettanti transiti per la ricerca della qualità della vita: la consapevolezza dello stato di sofferenza, il conoscere l’origine del malessere, la fiducia che vi sia una possibilità di soluzione, la convinzione che il risultato passi attraverso un cambiamento delle modalità attraverso le quali si interpreta e si conduce un’esistenza umana.

Si vedono molti libri oggi, forse troppi. Queste pagine hanno il pregio dell’understatement e insieme la densità di una testimonianza.

Giuseppe Varchetta

Pubblicato su FOR/AIF

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